Ballarino, glielo ripeto (ad imperitura memoria): LA REGGINA E’ UNA COSA SERIA

Ordunque sig. Ballarino, proviamo ad immaginare si sia da soli, io e Lei, e che nessuno ci ascolti. Immaginiamo, quindi, di scambiare due chiacchiere a quattr’occhi così da chiarire le rispettive posizioni. O meglio, la mia di posizione perchè circa la sua ne ha (stra)parlato così tanto in questi ultimi 16 mesi che è a tutti assai ben chiara. Chiarissima e, come già ben sa e comprenderà, opinabilissima.

Mi occorre, però, fare ricorso a qualche premessa propedeutica ad aiutarla a comprendere quanto sto per dirle. La prima è che, io e lei, non ci conosciamo: ci siamo visti solo una volta in concomitanza con una delle sue prime conferenze stampa (quella, per intenderci, in cui ci comunicò di avere la Tucson e la Maserati, millantò di avere in carico lo stesso monte ingaggi del Trapani ed in cui continuò ad inveire contro la Stampa non benevola ed accondiscendente). Ne consegue che, non conoscendola personalmente, le mie attenzioni nei suoi riguardi non sono attinenti alla persona Ballarino (che rispetto come rispetto chiunque altro sulla faccia di questa Terra) ma esclusivamente al proprietario (perchè socio di maggioranza) della Reggina.

La seconda premessa, dovutale anch’essa, è che se per caso avesse mai pensato che il suo ruolo all’apice della Reggina l’avrebbe preservata da critiche severe ponendole innanzi solo tifosi proni e distributori di gratitudine, plausi ed encomi, ecco che devo doverosamente confermarle che ha pensato male. Ma, in verità, sono sicuro che se ne sia già accorto non appena i miei rappresentanti istituzionali le hanno consegnato in mano quella che era la Reggina e che lei, ignominosamente, chiamò “La Fenice Amaranto” dimostrando, sin da subito, di non conoscere il Regolameno tanto da dover ricorrere alla prima bugia della sua storia in amaranto circa il presunto veto ad utilizzare il nome “Reggio Calabria”.

La terza, abbia pazienza se mi dilungo in premesse, è che sono assolutamente certo che lei della Reggina, dei suoi quasi 111 anni di Storia, dei suoi trascorsi, delle sue gioie e dei suoi dolori, della sua serie A e della sua Quarta serie, non conosca niente o quasi se non quel pochissimo che le è stato raccontato (magari da un punto di vista poco obiettivo e frettoloso) tanto che, nonostante le belle parole (a cui pochi hanno creduto), non ne abbia mai capito lo spirito che, per definizione, anima la nostra squadra, i suoi tifosi e la nostra Città. “Chi non è di Reggio non può capire” recita uno slogan. Ecco, potrà fingere ma lei (come mille altri) non capirà mai che cosa sia la Reggina per Reggio ed i Reggini. Esattamente come io non capirò, e nemmeno m’interessa un fico secco capirlo, cos’è il Catania per i catanesi.

Finite le premesse devo preliminarmente raccontarle un fatto (“realmente accaduto ed i cui nomi di alcuni protagonisti sono stati omessi per questione di privacy”, così viene spesso recitato nei titoli di coda dei film). Giust’appunto sabato, alla vigilia della partita vittoriosa di ieri, passeggiando a tarda sera con alcuni amici, abbiamo incontrato un rappresentante istituzionale, uno dei tanti in servizio in uno dei due Palazzi dirimpettai a Piazza Italia. Dopo il tempo necessario per auguri e convenevoli, il discorso è finito sulla sua gestione della Reggina. A lui ho manifestato le mie tante perplessità, unitamente alle certezze e, tra lo stupore mio e dei presenti, ho appreso che coincidessero con le sue. Conseguentemente alla mia esortazione a fare qualcosa ci è stato candidamente risposto che “Se Ballarino l’ha messa in vendita un motivo ci sarà, ne è consapevole… Loro se non vinceranno il campionato capiranno e dovranno andarsene ma anche se lo vinceranno dovranno lasciare perchè non possono affrontare la C”. Al mio invito alle Istituzioni nel cercare qualcuno in grado di ridare lustro alla Reggina la risposta è stata “Qualcosa si sta muovendo, stai tranquillo!” Mi avrà parlato in questi termini solo per imbonirmi? Non saprei, vedremo. Di certo lei non potrà verificarne la veridicità e dovrà fidarsi delle mie parole (o anche no, a me importa poco cosa deciderà di fare). Volevo solo prendesse atto, con il (legittimo) beneficio del dubbio, che anche le Istituzioni hanno capito (seppur in ritardo rispetto a molti altri). Questo è quanto!

Tornando al suo dire di domenica in conferenza stampa (questo il reale motivo di quanto sto raccontandole) devo ammettere che quantomeno è una persona coerente: sin dalla prima conferenza stampa, qualche ora dopo l’assegnazione del titolo sportivo della Città, anche due giorni fa ha inveito contro chi non ha trovato benevolo nei suoi confronti tanto che, in un moto d’impeto e d’orgoglio, ha ritirato la Reggina dal mercato (sperando che, almeno stavolta, ha avvertito preventivamente la sua signora). Lo ha fatto, però, ancora una volta utilizzando una citazione senza menzionarne l’autore. Che cosa sgradevole, sig. Ballarino: non si fa così. E che diamine, perché non replicare con ugual moneta: insomma, se la Stampa non benevola ed accondiscendente scrive citandola e rivolgendosi a lei in prima persona perché allora non ricambiare la cortesia menzionando i presunti “rei” di “vilipendio” alla sua carica?

Volevo, comunque, significarle qualche altra cosa a proposito delle sue ultime e preziosissime esternazioni: la prima, la più importante, è che è riuscito comunque a nuocere alla Reggina facendo passare in secondo piano la larga vittoria sulla Nuova Igea ed il concomitante accorciare le distanze dalla prima posizione; la seconda è che, ancora una volta, ha sprecato un’occasione propizia per soprassedere alle critiche dandone ulteriore risalto; la terza è che mi ha reso un servigio e le racconto perché.

I frequentatori di Facebook, ovviamente i miei “amici”, già sanno da tempo la mia posizione critica nei suoi confronti e, pertanto, chi ha inteso volerlo fare già aveva letto il mio post protagonista del suo (ar)dire; in aggiunta, com’è usuale e normale che avvenga, il vorticoso giro di screenshot ha sicuramente messo a conoscenza altre persone ma lei ha permesso alla platea di allargarsi ulteriormente: chi, infatti, non sapeva mi ha chiesto, quale “persona informata sui fatti”, a chi ed a cosa si riferisse. Ovviamente gli ho fornito il materiale utile a capire tanto da ricevere quale risposta così tante emoticon di risate (i commenti a corredo che la riguardano glieli evito) che persino le impostazioni sono cambiate in automatico tanto che ad ogni chiamata ricevuta parte come suoneria un’imperiosa e fragorosa risata.

Posso farle una domanda? Ma lei la segue la pagina Facebook della Reggina 1914? Se la segue, ha letto i commenti sotto ogni post? Ha, per caso, mai letto le decine di inviti a cedere/vendere la Reggina? Ha, per caso, mai letto quanti lascia a bocca aperta dopo le sue esternazioni? Ha notato quanti sostengono che le sarebbe più utile tacere che parlare? Ha, sempre per caso, letto più commenti favorevoli o contrari? Più sollecitazioni a rinforzare la squadra o più “va bene così”? Possibile che non abbia contezza dello scarso indice di gradimento che le è riservato? Anche questo avviene per colpa della Stampa “sporca, brutta e cattiva”? Lei ed i suoi collaboratori responsabilità non ne avete? Siete “vittime innocenti” dei “giornalistacci” reggini?

Invero, però, ha raggiunto l’apice non già con la citazione di quanto postato dal sottoscritto (e di cui la ringrazio ancora seppur l’ha riportato in maniera volutamente incompleta) ma con una delle frasi peggiori che avrebbe potuto pensare e dire e che ci riporta ad un passato le cui ferite inferteci non sono ancora rimarginate: “Chi non sta con noi (lei e Virgilio Minniti, n.d.r.) è contro la Reggina!” ha osato dire!!! Si rende conto, oggi, ad animi più calmi e sereni, del grave significato di ciò che ha detto o persiste nel pensare che ha fatto bene a pronunciare quelle parole?

Come vede non avevo torto quando su le scrivevo che lei della Reggina non conosce un piffero. Non voglio esagerare riferendomi alla Storia ma ignora persino gli infausti accadimenti recenti: quelli che, per esempio, hanno giocoforza condotto alla sua presenza qui a Reggio. Studi, si faccia raccontare, si faccia riportare i tanti post ed i commenti a lei riservati e forse, e sottolineo forse, strafalcioni così abnormi non ne ripeterà. A proposito: come un suo predecessore, anche lei spende un capitale in risme di carta sulle quali stampare tutti ciò che viene pubblicato sui social e che la riguarda? I toner costano, anche quelli rigenerati… Anche lei ha un armadio i cui scaffali sono pieni di faldoni singolarmente nominativi in cui vi è la raccolta di ogni articolo/post pubblicato? E non mi dica che anche lei gira con nel taschino interno della giacca un foglietto con una riga verticale in mezzo con a sinistra l’elenco dei “buoni” ed a destra quello dei “cattivi”…

Torniamo al mio post così mi permetto di spiegarglielo, senza lasciare adito a fraintendimenti dovuti alle più svariate interpretazioni. Venerdì scorso così ho scritto “L’inadeguatezza vi precede, l’incapacità vi segue! Nonostante l’inconfutabilità di entrambe le affermazioni, palesemente manifestate ad ogni vostro singolo respiro, LA REGGINA E’ (e resta) UNA COSA SERIA…” con 3 emoticon di arrabbiatura. Beh, in quanto ad inadeguatezza al ruolo ricoperto è ormai cosa nota a (quasi) tutti sin da quasi subito. Come le ho già riportato, sin dalla prima conferenza di presentazione la sera stessa della consegna del titolo, ha dato manifesta dimostrazione di arroganza mista a presunzione additando i giornalisti non benevoli e lasciandosi andare agli inverosimili proclami riportati nero su bianco su un business plan che ha fatto innamorare chi doveva decidere ma che, nei riscontri, si è dimostrato fuffa. Sull’incapacità che vi segue passo passo, le faccio un unico e solo esempio: sui 21 acquisti effettuati durante il mercato estivo ben 9 (oltre il 40%), oggi, non milita più nella Reggina tra risoluzioni (chieste dai giocatori) e cessioni. Le scelte fatte ed i così tanti ripensamenti fanno di lei un uomo al comando capace di scegliere e, poi, gestire i calciatori necessari alla Reggina? “Di lei” o dei suoi più stretti collaboratori, per me è la stessa cosa. Pertanto, alla luce dei fatti, non vedo cosa possa aver scritto di non vero nel post tanto da pubblicizzarlo in un post gara che doveva servire esclusivamente ad esaltare la prestazione dei ragazzi “sopravvissuti” all’epurazione ed autori di una larga e brillante vittoria.

A scanso di equivoci ed a beneficio suo e di qualcun altro: giacché per me, e per tantissimi altri, LA REGGINA E’ UNA COSA SERIA non permetto a nessuno il solo pensare (figuriamo il dire) che aspetto le sconfitte dalla Reggina per poter scrivere critiche contro lei ed il ruolo che ricopre. In 40 anni da tifoso e 33 da giornalista non ho mai augurato alla Reggina di perdere una sola partita, per nessun motivo men che meno per avere l’occasione per esprimere eventuali critiche: alcune volte me le sono create (le occasioni) molte altre me le avete fornite (lei ed i suoi predecessori) senza necessità che muovessi un dito. Così come non consento che il mio pensiero sia strumentalizzato e ricondotto ad una qualsivoglia genesi politica. La politica m’interessa poco e, comunque, a prescindere, per quel che mi riguarda non sarebbe dovuta c’entrare nulla con la Reggina. Mi auguro di essere stato chiaro.

Infine, mi auguro due cose: che la Reggina (unica squadra per cui tifo) vinca questo maledettissimo campionato che la vede già per un anno di troppo in una categoria schifosa come la D e che abbia a verificarsi anche quello che mi ha detto il rappresentante istituzionale (e di cui le ho raccontato qualche rigo fa).

Ad maiora, sig. Ballarino! Con il rispetto dovuto a chiunque…

(Credits pagina Facebook Reggina 1914)