Reggina: quando della necessità non se ne fa virtù. Cash e trash, la pila ed il cattivo gusto…

E’ di poco ora fa il comunicato della Reggina 1914 circa l’aver indetto, in occasione della gara di domenica prossima contro la Vibonese, la “Giornata amaranto”. Quella giornata in cui la Società può non considerare validi gli abbonamenti sottoscritti ad inizio stagione dai tifosi, revocare gli abituali accrediti ad autorità, sponsor e beneficiati vari e mettere in vendita i tagliandi d’ingresso anche per costoro.

Per carità, nessun “reato” o abuso. E’ tutto legittimo anche (e non solo) in virtù del “Il club si riserva di organizzare la Giornata Amaranto” dichiarato in fase di presentazione della campagna abbonamenti per la stagione in corso.

Ciò che stride ai più è l’opportunità ed il cattivo gusto di avvalersi di questo “diritto” alla terz’ultima gara casalinga della stagione, con la Reggina in piena corsa per la vittoria del campionato e reduce dall’aver portato a Lamezia 1500 tifosi. Ma, si sa, pecunia non olet ed è questa l’occasione in cui cash e trash camminano a braccetto.

E se si mettono in discussione le reali capacità economiche della Società s’incazzano pure. E se gli ricordi che aprirono la campagna abbonamenti estiva ai primi di luglio, in larghissimo anticipo rispetto alla norma ed alle altre, s’irretiscono.

Il cinico ragionamento è assolutamente indotto dalla contemporanea trasmissione in chiaro (gratis) della partita sull’app della FIGC Vivo Azzurro; dall’ulteriore presumibile mancato incasso di coloro i quali vorrebbero acquistarla sulla piattaforma streaming della Società (al modico prezzo di € 8,50) e, non da ultimo, dall’ultima possibilità stagionale di incassare soldi cash. A proposito di liquidità: ci poniamo (e giriamo alla Società) il quesito su quale sia stata l’ultima mensilità corrisposta? E’ relativa all’anno in corso o al defunto 2024? Domandare è, sempre, lecito ma la cortesia latita.

Vi è di più: ad inizio del mese scorso fa la Società lanciò una nuova campagna per dei mini abbonamenti relativi alle ultime 6 gare interne stagionali. Ebbene siamo oggi al paradosso: chi ha sottoscritto l’abbonamento stagionale (2239 tifosi), al buio, pagando di più (in termini generali, la quota/partita è ovviamente inferiore) ed accordando fiducia alla Società domenica sarà costretto a pagare mentre chi ha acquistato (150 tifosi, questo l’ultimo dato diffuso a riguardo) a prezzo inferiore, con due/terzi di campionato già disputato e forte dei risultati ottenuti, vedrà riconosciuto il titolo ad accedere allo stadio senza ulteriori aggravi.

Chissà se qualcuno riuscirà a spiegarci la differenza che intercorre tra quanto affermato in occasione del lancio della campagna abbonamenti a luglio 2024 e quanto riproposto in occasione di quella dei mini-abbonamenti a gennaio 2025: perché chi ha sottoscritto i “mini” entrerà senza pagare ulteriormente e chi ha sottoscritto l’abbonamento ad inizio stagione dovrà farlo? Il diritto sancito nel contratto di abbonamento sottoscritto a luglio (“La società si riserva di organizzare la Giornata Amaranto”) ha maggiore valenza e, quindi applicazione, rispetto a quello posto in occasione del “Final rush” (“Il Club si riserva il diritto di indire la Giornata Amaranto”) ad inizio febbraio scorso? Un unico diritto ma esercitato a metà! Che stranezza…

Facendo una rapida ricerca, prendiamo atto che l’ultima volta in cui fu indetta l’ultima “Giornata amaranto” risale al 28 ottobre 2017 (7 anni e mezzo fa e per pura e fortuita congiunzione astrale sotto la gestione P&P) in occasione di un Reggina-Catania in serie C.

Sulla pagina Facebook della Società è praticamente unanime il dissenso contro questa decisione presa dalla Società esclusivamente nel tentativo di incassare soldini (è evidente, avoglia che sbraitino). I commenti, tra i più disparati, conducono verso un’unica ed inequivocabile severa critica avverso una Società che non ha mai convinto, che non è mai piaciuta ai più e che ci ha messo del suo a mostrarsi e mantenersi antipatica costantemente dall’8 settembre 2023 ad oggi.

Che altro aggiungere? Non ne indovinano una, dicasi una, in termini di comunicazione, marketing o più semplicemente in termini di fidelizzazione.

In ultimo: per chi scrive, squadra e tecnico in quanto ad impegno, dedizione, pervicacia e determinazione meritano tutto il rispetto necessario e persino di vincerlo questo maledetto campionato. La Società? Beh, la perla odierna è l’ultimo (clamoroso) autogol tra i tanti e ci chiediamo come sia possibile che ancora, dopo un anno e mezzo, non abbiano compreso i tanti “perché” per i quali godono di un indice di gradimento pari a quello che sul mercato automobilistico ebbe l’Arna prodotta dall’Alfa Romeo dall’83 sino al suo veloce ed inevitabile declino e decesso. Indice di gradimento assai poco superiore allo 0 in virtù dei sempre meno adepti, beneficiati e proni che, evidentemente, si meritano la mediocrità perché privi di orgoglio, ambizione e fors’anche dignità.